Anatocismo ed Usura Banche su Conti Correnti e Mutui

Oltre l'87% dei Conti Correnti e dei Mutui presenta gravi irregolarità nel computo degli Interessi da parte delle Banche tali da determinare ANATOCISMO o addirittura USURA

Il Sistema Bancario e tributario presenta un gran numero di anomalie che si trasformano in illeciti ai danni dei correntisti e dei contribuenti (si tratta di reati veri e propri ).
In questo gioca un ruolo fondamentale lo strapotere delle banche sulla collettività. Infatti solitamente la collettività dei cittadini e la maggioranza degli imprenditori non immagina nemmeno di subire questi soprusi e ancora meno pensano di poter sfuggire a questa morsa, ribellandosi al sistema.
Il risultato è che molti di noi, per via di queste anomalie contabili e normative, spendono un sacco di soldi (qualcuno direbbe che gli vengono rubati) senza avere nemmeno la percezione di subire un’ingiustizia, con tutte le conseguenze del caso.

Le principali anomalie normative e contabili che si possono riscontrare:
- Usura
- Anatocismo
- Indeterminatezza delle condizioni

 

CONTI CORRENTI AFFIDATI

 
Tali illeciti possono essere riscontrati attraverso analisi dei conti correnti.

 Le statistiche parlano chiaro: su un campione di diverse migliaia di conti correnti analizzati è emerso che, nel caso di conti correnti affidati, in oltre il 90% dei casi viene applicata al correntista usura o anatocismo (la maggior parte delle volte entrambe).
Tradotto in soldoni questo significa che, su un fido di cassa da 50.000 € aperto da 5 anni, per esempio, non è difficile verificare che la banca debba restituire al cliente cifre intorno ai 50.000 €! Ovviamente le casistiche e le banche sono molte, ma non ci si dovrà stupire di trovare importi anche superiori e in rari casi inferiori.

 

ANOMALIE BANCARIE NEI CONTI CORRENTI

 
Il contratto di conto corrente è un contratto “tipico”, previsto dal Codice Civile italiano all’Art. 1823
“Il conto corrente bancario è un prodotto destinato alla gestione della liquidità del cliente. Consente di effettuare operazioni di varia natura con maggiore comodità e sicurezza, usufruendo dei servizi offerti dalla banca” tra cui il percepire finanziamenti e affidamenti vari.

(definizione Banca d’Italia)

 
Descrizione

 Nella società attuale il conto corrente rappresenta uno strumento di servizio che utilizzano sia i privati che le aziende.
I primi per lo più per l’accredito dello stipendio, la gestione delle utenze e per investimenti in risparmi.
Le imprese, invece, ne hanno bisogno per l’amministrazione del proprio business, intrattenendo rapporti in ambito nazionale e internazionale.

 
I contratti di apertura di credito che noi possiamo trovare possono essere di due tipi:
• Contratto cornice o di corrispondenza, ex Art.1823 del CC, che regola il dare/avere generale;
• Contratto di apercredito, o apertura di credito, una sorta di contratto quadro in cui vengono regolamentati gli interessi, che si appoggia sul primo.

 
Le aziende lavorano moltissimo con il contratto di apercredito, perché è al suo interno che sono previste le proposte di Fido bancario per una gestione fluida del cashflow, SBF (salvo buon fine), AF(anticipo fatture).
Tuttavia la banca concede queste possibilità solo nel caso in cui abbia un rapporto di fiducia con il cliente e dietro garanzie economiche, che in qualche modo “assicurino” il rischio di avere scoperti in linea capitale, nei limiti prestabiliti.
Tecnicamente, il conto corrente è identificato dalle coordinate bancarie; per transazioni entro il territorio italiano è sufficiente l’IBAN (codice alfanumerico, di 27 caratteri, suddiviso in CIN, ABI e CAB, che identifica geograficamente l’agenzia di credito di riferimento e il cliente); mentre per quelle internazionali, oltre all’IBAN, è necessario il codice BIC, o SWIFT code, di 11 caratteri alfanumerici).
I servizi che possono essere messi a disposizione del cliente sono diversi: assegni, domiciliazione delle utenze mediante RID; carta di credito; servizio bancomat, ad esempio per fare acquisti (POS); oppure per pagamento FastPay in autostrada.

 
Contravvenendo a specifiche leggi statali in materia finanziaria le Banche commettono:
ANATOCISMO – applicazione di interessi su interessi – ILLECITO CIVILE
USURA – superamento del tasso soglia previsto dalla Legge 108/96 – ILLECITO PENALE

 

 I finanziamenti operativi più diffusi (AFFIDAMENTI)

 Sono finanziamenti operativi quelli utilizzati dalle società per gestire la liquidità quotidiana legata al processo commerciale di acquisto e vendita o industriale di acquisto-trasformazione-vendita.
I finanziamenti operativi si basano sulla concessione a vario titolo di somme di denaro a favore del cliente nel limite di un valore massimo e spesso di un periodo di tempo. Durante questo periodo la banca, per il servizio richiede un interesse e a volte delle spese fisse.
La maggior parte degli istituti gestisce queste operazioni attraverso l’utilizzo del medesimo conto corrente, accreditando gli anticipi e addebitando spese, interessi e insoluti.

L’origine semantica di “anatocismo” ci rappresenta già l’idea del “guadagno sul guadagno” nella transazione monetaria, (dal greco anà – su e tokòs – guadagno). Infatti con esso s’intende la possibilità di generare ulteriore guadagno dagli interessi applicati su un capitale, rendendoli a loro volta produttivi di altri interessi, ovvero  “composti”.
Un esempio di anatocismo è quello che vede sommare al capitale di debito residuo gli interessi ad ogni scadenza di pagamento, anche se regolarmente pagati.

 
Implicazioni

 Nel caso in cui vengano applicati gli interessi composti, dunque si commetta anatocismo, si verifica una crescita esponenziale del debito, ne consegue che, per periodi inferiori all’anno, l’importo calcolato con il regime di capitalizzazione composta sarà inferiore a quello che si determina nel caso del calcolo dell’interesse semplice.
Il debitore cui venisse applicato l’anatocismo, in caso di obbligazione pecuniaria, dal punto di vista giuridico, si vedrebbe obbligato al pagamento sia del capitale, sia degli interessi pattuiti, ed anche degli ulteriori interessi applicati agli interessi scaduti.
Esempio pratico di anatocismo:

 

Come varia l’entità del fenomeno “anatocismo bancario”?
• In base al numero di anni di conto corrente
• In base al tasso di interesse applicato
• In base al valore degli interessi passivi di conto corrente

MUTUI

MUTUI IPOTECARI

 
Su un campione di verifiche effettuate tra giugno e agosto 2013, sui contratti di mutui ipotecari (per l’acquisto di casa, per intenderci) si è riscontrato addirittura che nell’84,6% dei casi era presente usura dall’origine.

 
Questo ha determinato una sentenza della Cassazione senza precedenti, la n. 350 del 2013. Riassumendo in poche parole il pensiero della Suprema Corte, in casi di tassi usurari, rimane valido il contratto di mutuo tra la banca ed il cliente, ma viene di fatto annullata la clausola del contratto relativa alla restituzione degli interessi. Ciò significa che il cliente ha un diritto alla restituzione degli interessi già pagati oltre alla possibilità di ricalcolare il piano di ammortamento per il capitale ancora da restituire, scorporando a questo punto, gli interessi.

Il contratto di mutuo, già dalla sua origine semantica, esprime un accordo in reciprocità dove le due parti si impegnano in uno scambio di denaro o beni fungibili.

 La parte mutuante è colei che detiene una somma di denaro o un bene necessario all’altra parte, mutuataria, e gliela consegna in cambio di una restituzione successiva con beni della stessa specie e qualità. La veste giuridica di tale tipo di accordo è accolta nel nostro Codice Civile negli articoli 1813-22.

In generale, il mercato dei mutui è sbilanciato a favore delle banche (mutuanti), che ne stabiliscono le condizioni economiche e contrattuali.

Tuttavia, con la sentenza della Cassazione 350 del 9 gennaio 2013, è avvenuto un cambiamento importantissimo a favore del mutuatario.

 Infatti, l’Art. 1815 relativo al diritto restitutorio degli interessi, viene interpretato in modo chiaro e definitivo, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale.

Nell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, con una conseguenza importantissima per il mutuatario, ossia: la nullità della clausola contrattuale restitutoria.

Recita infatti l’articolo 1815 sugli interessi “Salvo diversa volontà delle parti, il mutuario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell’articolo 1284. Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

Tra i mutui bancari, la tipologia di mutuo più utilizzata, anche da privati e per l’acquisto della casa, è il mutuo immobiliare, fondiario, caratterizzato da una durata maggiore di 18 mesi ed una proporzionalità tra somma prestata e valore della garanzia ipotecaria.

Il valore del contratto richiede la presenza del notaio, che, il giorno della compravendita, in presenza degli attori (acquirente, venditore, funzionario della banca), redige l’atto di rogito, che trasferisce la proprietà dell’immobile, e l’atto di mutuo immobiliare che permette il passaggio di denaro in un’unica soluzione dalla banca all’acquirente.

Il mutuo bancario è quindi una forma di prestito diffusa concessa dalle banche, che va restituito nel medio o lungo termine.

 

LE ANOMALIE contabili più riscontrate nei MUTUI

Le banche, il più delle volte, nella strutturazione di MUTUI e LEASING ricorrono a pratiche illegali di:

 ANATOCISMO
ONERI E SPESE ADDEBITATI
RILEVAZIONI TASSI ERRATE
COSTI OCCULTI

Questi errori contabili o di computazione generano:

    USURA OGGETTIVA O SOGGETTIVA L 108/96
    INDETERMINATEZZA DELLE CONDIZIONI L 154/92

 
Nell’ordinamento giuridico italiano l’Art. 644 del Codice Penale  introduce come fattispecie normativa l’usura bancaria.
Il 7 Marzo del 1996, con la L.108,  essa viene ridisegnata in modo innovativo e modificata profondamente.

 
Descrizione

Il legislatore ha mirato a ridisegnare un quadro complessivo, che avesse come obiettivo quello di marcare con evidenza l’elemento dirimente tra il lecito e l’illecito nel settore dell’erogazione del credito.

La norma ha affiancato a parametri soggettivi, previsti nella vecchia formulazione, nuovi parametri “oggettivi”, ampliando in modo considerevole l’ambito di applicazione del reato di usura e, conseguentemente, l’area di tutela offerta dalla norma.

Fino a quel momento, infatti, l’area di tutela ha operato esclusivamente in quei casi in cui si evidenziava uno “stato di bisogno”, ossia la presenza di una persona in difficoltà e di taluno che ne approfittava conseguendo vantaggi per sé o per altri.

Il parametro oggettivo rappresentato dal Tasso Soglia d’Usura, ex Art.2 della stessa L.108/96, diventa un elemento numerico certo, un limite da non superare, che accende il semaforo rosso ogni qual volta venga superato.

Questo passaggio segna un’importante innovazione, poiché cambia il destino della norma che non si limita più ad intervenire in quei casi estremi, in cui l’usura rappresentava solo l’anello di una catena di comportamenti delittuosi più articolati e gravi, ma interpreta l’esigenza di regolare in modo più chiaro i rapporti con la banca.

 
Usura in conto corrente

La Legge 108/96 inserisce come modifica importante, per il calcolo dell’usura in conto corrente, ulteriori parametri di riferimento che vanno a sommarsi determinando i costi addebitati al correntista, collegati alle operazioni di erogazione del credito.

Recita così l’art. 1, comma 3, L.108/96:
Per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito.

 
Ma cos’è l’usura?

Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”.

Ma quando il corrispettivo è usuraio?

Per semplicità il corrispettivo è determinato quale percentuale di costo applicata ad un valore per un determinato periodo di tempo. Quindi nel caso degli interessi il corrispettivo è dato dal tasso passivo applicato dalla Banca. L’art. 2 della L. 108/96 indica che il Ministero del Tesoro sentito l’Ufficio Italiano Cambi e la Banca d’Italia fissa trimestralmente i tassi soglia usurari per categoria di finanziamento.
Le categorie sono fissate annualmente.
Fra le categorie esiste anche le aperture di conto corrente, nonché tutte le varie tipologie di affidamento o finanziamento.
Il corrispettivo diviene usuraio quando il tasso applicato dalla banca è superiore al tasso soglia.


Come calcolo il tasso passivo bancario?

Anche in questo caso la legge è intervenuta dandoci un modello di calcolo che non è quello della banca.

Art. 1 comma 1, L. 108/96
“… per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.”

Quindi il ricalcolo avviene utilizzando tutti i costi applicati dalla banca ad esclusione delle imposte (quali imposta di bollo). Quindi:

interessi + commissioni massimo scoperto + spese
——————————————————————– x 365

in questo modo ottengo il TAN (Tasso Annuale Nominale) a questo punto è importante calcolare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che partendo dal TAN e tenendo conto della capitalizzazione trimestrale degli interessi evidenzia il reale tasso (corrispettivo) applicato dalla banca nel rapporto di conto corrente.

Ecco quindi la generazione dell’usura.

Quando il TAEG è superiore al tasso soglia (denominato TEGM Tasso Effettivo Globale Medio) esiste usura.

 A questo punto il comma 3 dell’art. 644 del Codice Penale interviene ponendo un secondo limite. E cioè se il TAEG è superiore di una volta e mezza del TEGM allora l’usura gli interessi sono sempre considerati usurai, aggravando quindi la posizione della banca che li ha applicati.

 

ESEMPIO DI TASSI SU MUTUI CON USURA

IN DEFINITIVA

Per determinare il tasso d’usura bisogna inserire tutte le somme addebitate dalla banca tra spese, penali, interessi di mora e l’ammontare complessivo rappresenterà la quota precisa che dovrà determinare il cosiddetto Teg “tasso effettivo globale ”.
Se questo è superiore al Tasso Soglia, (quest’ultimo è il tasso oltre il quale si è in regime di usura) il rapporto è in Usura.

se il Teg “tasso effettivo globale ” è superiore al Tasso Soglia, il rapporto è in Usura.
Tale situazione si verifica specie in presenza di insolvenza o di ritardati pagamenti, con le penali applicate precedentemente pattuite in modo sproporzionato rispetto ai limiti del tasso usura, ed oggi con la nuova sentenza diventa molto più agevolato far valere questo principio.
L’opportunità di poter verificare anche sui mutui i tassi usura, applicando il principio stabilito già per i rapporti di affidamento bancario dalla precedente sentenza della II Sezione Penale della Cassazione n. 12028 di marzo 2010 , diventa un elemento di ulteriore verifica da effettuare per far valere i propri diritti e poter sospendere azioni giudiziali in corso ed illegittime.